Sistema energetico attuale, fonti primarie e fonti secondarie di energia
L'attuale sistema energetico è essenzialmente basato sulle fonti primarie di origine fossile, cioè costituite da riserve di combustibili naturali formatisi in milioni di anni nel corso dell'evoluzione del nostro pianeta e che si sono conservati nelle profondità della crosta terrestre, vengono bruciate per soddisfare circa l' 83% dell'attuale fabbisogno energetico globale e sono costituite essenzialmente da petrolio, carbone e gas naturale (metano), un altro 6% circa del fabbisogno energetico globale è coperto da materiale fissile (essenzialmente uranio 235, ricavato dall'uranio naturale) utilizzato in centrali nucleari, per cui circa il 90% del fabbisogno energetico globale è coperto da fonti primarie esauribili, poco più del 10% del fabbisogno energetico globale è coperto da fonti di energia rinnovabili, idroelettrico circa 6%, biomasse, geotermico ed eolico in assieme coprono il 5% circa.

dati espressi in Mtep Petrolio Metano Carbone Nucleare Idroel. Totale
Nord America 1132,6 697,1 613,9 209,2 148,6 2801,3
Centro-Sud America 223,3 111,7 21,1 3,7 141,7 501,4
Italia 86,3 71,1 16,9 - 9,6 183,9
Europa- Eurasia 963,3 1009,7 537,5 286,3 187,2 2984,0
Medio-oriente 271,3 225,9 9,0 - 3,9 510,2
Africa 129,3 64,1 100,3 2,9 19,9 316,5
Asia Pacifico 1116,9 366,2 1648,1 125,0 167,4 3423,7
Totale consumi 3836,8 2474,7 2929,8 627,2     668,7 Totale 10537,1
La tavola completa, per nazione, dei consumi delle principali fonti energetiche primarie
www.energoclub.it/ statistical_review_full_report_workbook_2006.xls

*Sono escluse le fonti primarie rinnovabili diverse dall'idrolettrico.
Biomasse 1050 Mtep, Geotermico 40 Mtep, Eolico 11 Mtep, Termosolare 10 Mtep, Fotovoltaico 1 Mtep
 

Fonte:
Statistical Review of World Energy 2006
www.iea.org/textbase/papers/2002/renewable.pdf


Questo dovrebbe dare la dimensione del problema che si dovrà affrontare nei decenni futuri, per il fatto che, una fonte esauribile è, come dice la parola, destinata ad esaurirsi ed accadrà in un tempo che in scala storica è relativamente breve, attualmente è previsto che il picco di produzione del petrolio arriverà in un lasso di tempo che va da 5 anni a 30 anni, dopo di che il prezzo del greggio comincerà a salire fino a diventare economicamente insostenibile per il nostro sistema, andamento simile è previsto per il gas naturale e per il carbone di alta qualità mentre per il carbone di qualità inferiore e per gli scisti bituminosi ci sono tempi di approvvigionamento nell'ordine di uno o due secoli ma con maggiori problemi di rendimento energetico e di immissioni in atmosfera già oggi al limite della sostenibilità ambientale, da considerare anche che gli idrocarburi non servono solo per fini energetici ma anche per la produzione di innumerevoli articoli industriali di uso comune per i quali spesso sono insostituibili materie prime.

Tempi di maggior disponibilità si hanno per i materiali fissili che sono comunque limitati nel tempo, tanto più se dovranno coprire una larga parte del fabbisogno energetico globale quando mancheranno o saranno meno convenienti le altre fonti primarie esauribili, in questo caso potrebbero esserci problemi per lo stoccaggio delle scorie ad alto potenziale radioattivo e l'incremento delle probabilità di incidenti nucleari quando dovessero esserci migliaia di reattori in funzione.

Attualmente dalle fonti energetiche primarie si ottengono dei vettori energetici o fonti energetiche secondarie quali: energia elettrica, combustibili per energia termica e carburanti per l'autotrazione, ognuna di queste fonti secondarie rappresenta un terzo circa del fabbisogno energetico.

Cosa era possibile aver già fatto e ancora fattibile nel breve periodo
Spesso viene detto che le fonti energetiche rinnovabili sono solo complementari al fabbisogno energetico totale, in realtà ciò è vero sopratutto per quanto si sarebbe potuto aver già fatto o per quanto è possibile fare con le attuali tecnologie nel breve periodo.

Una politica pressappochista e ai limiti della truffa sui sistemi energetici ( che sono oggettivamente fondamentali per la nostra civiltà e come tali dovrebbero essere trattati) ha permesso di accumulare un notevole ritardo nella coltivazione delle energie rinnovabili e nell'adozione di politiche e tecnologie utili al risparmio energetico.

Una legge del 1991 (CIP 6), instaurò una tassa di 1 Eurocent per kWh sul consumo di energia elettrica, il ricavato era destinato all' installazione di impianti da fonti rinnovabili. In realtà quasi tutti i fondi ricavati da questa tassazione sono stati dirottati in modo massiccio all' utilizzo di combustibili fossili speculando sull'ambiguità di termini come "assimilate alle rinnovabili", come è stato evidenziato anche dalla X Commissione Parlamentare per le attività produttive dove nel verbale della seduta del 6 Novembre 2003 si legge testualmente:"... imposta ai cittadini ed alle imprese una tassa occulta in favore dei petrolieri stimata pari, per l'intera operazione CIP 6, a 30 miliardi di Euro, si tratta, infatti, di oltre 2 miliardi di Euro per 15 anni...". Questa operazione che rasenta la truffa legalizzata è stata, tra l'altro, ampiamente sottaciuta dagli organi di informazione, sopratutto dalle reti televisive, se quei fondi fossero stati effettivamente destinati alle rinnovabili e al risparmio energetico (unica fonte assimilabile alle rinnovabili) oggi la situazione sarebbe sostanzialmente migliore.
Energia elettrica
Risparmio Energetico

La produzione di energia elettrica può essere accoppiata al teleriscaldamento (cogenerazione), il che significa costruire, invece di grandi centrali lontane dalle zone abitate, piccole centrali a metano non inquinanti, (ideali quelle turbogas a ciclo combinato con idonei e controllati filtri allo scarico) vicine a ogni centro abitato a cui fornirebbero il calore di scarico per il teleriscaldamento, il rendimento energetico sarebbe vicino al 90%, una efficienza difficilmente superabile anche in futuro, per quanto riguarda i combustibili fossili. Molte altre iniziative concrete erano e sono possibili sul risparmio di energia elettrica nelle abitazioni, nel settore produttivo e nel settore dei servizi.

Energia eolica
  1. Nel 2004 erano depositate presso il GRTN domande per l´installazione di impianti eolici per un totale di 14.000 MW,
  2. Secondo gli studi di associazioni ambientaliste, considerando tutti i siti con condizioni favorevoli di ventosità (velocità media annua di 6 metri al secondo) e in assenza di vincoli di natura storico-paesaggistica, si possono installare 8.000 MW
Ne consegue che in Italia ci sono da tempo:
  1. gli investitori disposti a finanziare impianti eolici
  2. i siti adatti e già liberati dai vincoli ambientali
Per cui potrebbero già essere installati un minimo di 10.000 MW di aerogeneratori, mentre ve ne sono meno di 2.000 MW effettivamente installati, l'energia eolica ha già costi di generazione competitivi.


Energia idroelettrica


Secondo i dati presentati da Hydropower & Dams, World Atlas 2001, nell'arco alpino Italiano il potenziale residuo di medi e grandi impianti idroelettrici, economicamente utilizzabile, è stimato in circa 2000 MW.

Esistono poi diversi studi sul potenziale delle mini centrali idroelettriche ( da 100 a 1000 kW), le stime più prudenti sono quelle indicate dal Ministero dell'ambiente (ENEA e TONDI, 1999) in cui si propone un potenziale di circa 1000 MW con la discriminante del baso costo di generazione; Più recenti indagini, a livello locale, inserite nel Piano Energetico Regionale, indicano un potenziale, a costi di generazione competitivi, superiore ai 2.000 MW.

Non ci sono dati ufficiali sul potenziale del micro-idroelettrico ( centraline con potenze da <1 a 100 kW ), che sono poi quelle a minor impatto ambientale, è opinione degli operatori e tecnici del settore che il potenziale sia, nella fascia di attuale convenienza economica, superiore ai 2.000 MW a livello nazionale.

In una nota del Ministero dell'ambiente si afferma che: " La presenza di impianti mini-hydro sul territorio può contribuire alla regolazione e regimazione delle piene sui corpi idrici a regime torrentizio, specie in aree montane ove esista degrado e dissesto del suolo e, quindi, possono contribuire effcaciemente alla difesa e salvaguardia del territorio"

Siamo tutti più o meno consapevoli del dissesto idrogeologico e del precario sistema idrologico del suolo nazionale, sarà utile adottate iniziative mirate a valorizzare il patrimonio idrico in un contesto nel quale il primo obiettivo sia la prevenzione di eventi alluvionali e come sottoprodotti: la generazione idroelettrica, un miglior sistema irriguo, di depurazione e di distribuzione delle acque potabili e per i servizi igienici. Una grande opera sulla quale non si può affiggere una targa ma che sarebbe certamente utile se non indispensabile.

Secondo il rapporto Climate Change 2001 dell'ONU il potenziale idroelettrico globale, con costi fino a 0,05 € kWh,  è di 9.000 TWh/anno, attualmente la produzione idroelettrica è di circa 3.000 TWh/anno, mentre il potenziale


Biomasse


Le centrali a carbone esistenti possono essere alimentate con combustibili solidi derivati da biomasse residuali o anche coltivate ad hoc (co-firing), le città dotate di depuratori per la rete fognaria possono utilizzare il biogas in cogeneratori per ottenere energia elettrica da immettere in rete ed energia termica per la gestione dell'impianto, utilizzando buona parte dei rifiuti in termovalorizzatori si ottiene energia elettrica in quantità considerevole oltre che a limitare la necessità di discariche, in alternativa le discariche potevano e possono essere dotate di sistemi di recupero del biogas da utilizzarsi in turbine a gas, la maggior parte delle discariche invece emettono metano in atmosfera, il metano è un gas serra con effetto 20 volte maggiore del CO2, spesso il metano intercettato viene bruciato in torce senza nessun recupero energetico ed emanando (tra l'altro) nauseabondi odori.

I costi degli impianti a biomassa sono competitivi quando si considera l'alta incidenza che ha la manodopera e quindi la maggiore occupazione richiesta da questo settore rispetto alla generazione con combustibili fossili.


Energia geotermica


Anche le centrali geotermiche potevano e possono essere incrementate da tempo, sopratutto adottando tecnologie a ciclo binario che permettono di utilizzare acquiferi a temperature inferiori a quelli usuali e senza immissione in atmosfera di sostanze maleodoranti, il costo è molto competitivo una volta individuati gli acquiferi, una parte della tassa instaurata nel 1991 (CIP 6) poteva essere utilizzata a tal fine con grossi benefici, anche occupazionali e di valorizzazione del know-out settoriale, nel quale potremmo essere all'avanguardia.
Energia termica

Risparmio Energetico

Se non serviti dalla rete di teleriscaldamento gli impianti di riscaldamento condominiali possono fornire anche energia elettrica e condizionamento estivo (trigenerazione), utilizzando la stessa tecnologia delle centrali elettriche abbinate al teleriscaldamento, il rendimento è molto simile, la tecnologia è disponibile da 30 anni e in genere conveniente.


Solare termico


Da almeno 15 anni i collettori solari possono contribuire in modo concreto al risparmio di combustibili (se non di energia elettrica) per il riscaldamento dell'acqua calda sanitaria, la convenienza economica è dimostrata anche dal fatto che paesi come l'Austria ha già 200 m2 di collettori installati ogni 1000 abitanti, in Italia solo 5 m2 ogni 1000 abitanti anche se siamo il paese del sole.


Biomasse


Ormai da parecchi anni esistono in commercio caldaie e termocamini che utilizzano combustibili solidi in modo efficiente e con immissioni in atmosfera accettabili, con questi sistemi si può ottenere tutta l'energia termica necessaria ad abitazioni in qualsiasi condizione climatica, sistemi di stoccaggio/rifornimento degli impianti limitano in modo concreto la manodopera di esercizio, in molti paesi è facile e conveniente procurarsi i combustibili legnosi, spesso si trovano anche in supermercati, i costi possono essere convenienti anche rispetto al metano.


Geotermia


Più ancora che per la produzione di energia elettrica le risorse geotermiche hanno notevoli potenzialità per la produzione di energia termica, infatti bastano acquiferi con temperature di circa 100°C per poter utilizzare tale risorsa in sistemi di teleriscaldamento . Attualmente l'applicazione più importante è il teleriscaldamento geotermico di 14.000 appartamenti della città di Ferrara, che utilizzando acqua calda a 102 °C rinvenuta a 4 km dalla città in un pozzo a 1.300 m di profondità perforato a suo tempo per la ricerca petrolifera si risparmiano circa 12.000 TEP/anno, l'acqua viene poi reiniettata in profondità.
Oltre al risparmio di combustibile fossile, sono ben avvertibili i benefici del teleriscaldamento per il minore inquinamento dell'aria, vantaggio notevole in città.

Altra tecnologia con buone potenzialità e già da tempo collaudata deriva dallo scambio termico di temperatura tra superficie e sottosuolo possibile con sonde geotermiche abbinate a pompa di calore, con questo sistema si ottiene acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento, il bilancio energetico in molti casi è molto positivo e redditizio.

Autotrazione
Risparmio Energetico

Con un minimo di buon senso era possibile, nei decenni passati, adottare una politica che premiasse l'acquisto di vetture di piccola-media cilindrata, anche senza grossi contributi pubblici, un qualche piccolo incentivo poteva essere compensato con una tassa sulle vetture di grossa cilindrata e peso, questo avrebbe permesso un risparmio energetico non indifferente, si potrebbe sempre cominciare adesso...e sarebbe sempre tardi.

Vetture anche di potenza superiore potrebbero consumare un 25-30% in meno con la tecnologia dei motori ibridi i quali accoppiano un motore a scoppio (funzionante a regimi controllati e quindi alla massima efficienza) a un generatore elettrico che alimentando i motori elettrici danno la trazione alla vettura, tecnologia matura ed in evoluzione, costi nella norma ipotizzando una economia di scala.

Molti interventi a favore del trasporto pubblico sono stati disattesi e quando realizzati hanno evidenziato gravi incompetenze da parte delle amministrazioni coinvolte, progetti studiati ed attuati con pressapochismo disarmante, sintomo della scarsa considerazione e professionalità che questo settore ha all'interno delle amministrazioni locali, solo un servizio pubblico ben dislocato e pienamente efficiente può attrarre un buon numero di utenti, a livello europeo non mancano esempi di trasporto pubblico di successo.


Biocombustibili


Dai vegetali di qualsiasi tipo si possono ottenere biocarburanti, non è una scoperta di questi anni, il biometanolo e il bioetanolo si producono già da qualche decennio...in Brasile quasi il 40% delle vetture è alimentato a bioetanolo, si poteva ottenere bioetanolo utilizzabile in tutte le vetture (miscelato ai carburanti di origine fossile) utilizzando le aree incolte dovute alle normative comunitarie sulle eccedenze agroalimentari, così facendo non si sarebbero pagate le sovvenzioni ai proprietari per tenere incolti i terreni e ci sarebbe la piena occupazione nel settore che invece soffre.